CONOSCERE, ANALIZZARE E PROGETTARE L’AMBIENTE

CONOSCERE, ANALIZZARE  E PROGETTARE L’AMBIENTE

Le firme più importanti al mondo dell’architettura del paesaggio (Stefan Tischer, Anna Caterina Piras, James and Helen Basson, Lisa Delplac, ecc.), solo per citarne alcuni, si interrogano sul bisogno dell’uomo, sempre più esplicito, di portare la natura nel proprio quotidiano e di indagare le relazioni più profonde tra uomo e natura.

Quando parliamo del paesaggio naturale intendiamo quello formato solo da elementi naturali: il terreno, la flora (piante che crescono spontaneamente) e la fauna (gli animali selvatici); invece, per paesaggio antropico intendiamo quello in cui l’uomo interviene modificando il paesaggio naturale per adattarlo alle proprie esigenze: abbatte gli alberi per ricavare la terra per le coltivazioni, scava canali per portare l’acqua nei campi, costruisce città, case, strade… In questo modo i paesaggi naturali vengono trasformati in paesaggi antropici.

Solitamente, quando si parla di paesaggio in senso assoluto, si è portati a pensare a una natura incontaminata, selvaggia, dove la presenza umana non abbia portato alcun intervento. Eppure il paesaggio incontaminato non appartiene alla nostra cultura, basti guardare le nostre meravigliose colline pettinate dai lunghi filari di vite, gli ordinati frutteti, i terrazzamenti costruiti con fatica sui profili scoscesi delle nostre montagne. Anche la forma stessa delle piante è modellata dal sapiente lavoro di potatura che rende gli alberi a candelabri, a corona, perché siano più adatti alla raccolta dei frutti e più forti ed equilibrati per sostenere il peso della neve durante il periodo invernale.

Da quando è nata l’agricoltura l’uomo ha incominciato a disegnare il paesaggio. Successivamente, con lo sviluppo sempre più forte dei nuclei urbani e delle infrastrutture, questo paesaggio è diventato man mano più ibrido.

Il paesaggio diventa parte integrante degli interventi, il confine tra ciò che è naturale e ciò che è artificiale è molto sottile. Non c’è alcuna volontà di contrasto, ma di assoluta integrazione, fusione, per generare un nuovo paesaggio a metà tra il paesaggio naturale e quello artificiale.

Negli ultimi decenni è andata sempre più sviluppandosi l’esigenza di creare un rapporto fra ambiente naturale e ambiente costruito. Nella pianificazione della città e del territorio si è progressivamente utilizzato il concetto di “corridoio ecologico” quale strumento di valorizzazione degli ambienti naturali modificati o deturpati dallo sviluppo di attività umane.

A causa della forte urbanizzazione selvaggia il nostro territorio, come l’Italia intera, ha quasi del tutto perso le tracce del paesaggio originario, impedendo così alle comunità biologiche animali e vegetali di svolgere il proprio corso naturale.

E’ compito dei paesaggisti naturali ritrovare e ricreare una nuova armonia tra paesaggio naturale e paesaggio antropico.

Il Corso di analisi e progettazione del paesaggio naturale e seminaturale  in programma dal 03 novembre al 01 dicembre 2016, rivolto a progettisti del settore del verde e del paesaggio e per chi si occupa di recupero e riqualificazione ambientale (agronomi, architetti, ingegneri e geologi), ha lo scopo di far conoscere e comprendere i caratteri fisico-spaziali ed organizzativi di un contesto ambientale, nelle sue componenti naturali ed antropiche in rapporto alle trasformazioni storiche e al contesto socio-economico e territoriale di appartenenza, e di rilevarlo analizzandone le caratteristiche geo-morfologiche, storico-culturali e insediative, per procedere a progettazioni di recupero e ristrutturazione ambientale, corridoi ecologici, osmosi tra verde ornamentale e paesaggio agrario o territoriale.

Il corso sarà realizzato in collaborazione con l’Accademia della Natura di Tortoreto (TE)  e grazie alle docenze del Dr. Agr. Lorenzo Granchelli, della Dott.ssa Agr. Rutilia Pasqualetti e della Dott.ssa Arch. Roberta Saldari.